NUOVO GIORNO

Nuovo Giorno e' un blog che ha come punto centrale l'opera di Claudio Baglioni. Dall' opera di Claudio Baglioni si cercano, tuttavia, degli agganci con la realta' bella, o triste, di tutti i giorni. Questo blog, inoltre, vorrebbe contribuire a dare una spinta verso l' etica e la civile convivenza tra le persone.

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mercoledì, 28 marzo 2007

Recensione del film

Recensione del film "ho voglia di te" :

film molto bello e dotato di buon ritmo .

Attori tutti ben adatti nei rispettivi ruoli e molto bravi .

Veramente un film ben riuscito a riprova che film italiani ben costruiti possono
avvere un ottimo successo .
postato da: SONO.IO alle ore 16:09 | link | commenti
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domenica, 25 marzo 2007

Breve articolo sul concerto di Padova

Grandissimo Claudio che, come sempre, ha esaltato la platea del palazzetto (non molto grande per la verita')
di Padova . La scenografia era quella "classica" gia' vista durante il concerto a Roma (del dicembre 2006):
ovvero postazioni multimediali di schermi con immagini che rievocavano i temi delle canzoni .

Il concerto e' durato all'incirca 3 ore, ed e' stato un grande successo .
postato da: SONO.IO alle ore 18:32 | link | commenti
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martedì, 20 marzo 2007

Concerto a Padova

Sabato 17 marzo c'e' stato un meraviglioso concerto di Claudio Baglioni a Padova .

Il concerto e' stato molto bello e con aspetti diversi da quello che avevamo visto al palalottomatica, a Roma,
nel dicembre 2006 .

A presto ci sara' un articolo riguardo questa esperienza .
postato da: SONO.IO alle ore 19:20 | link | commenti (2)
categorie: padova claudio baglioni
mercoledì, 14 marzo 2007

Retegno

L'anno scorso a Retegno, vicino Milano, abbiamo vissuto uno splendido concerto in compagnia del grande Cla'.
A ripensarci, e' stato proprio un concerto speciale:
in un oratorio parrochiale, con poche persone (credo circa mille),
abbiamo vissuto una serata memorabile.

Il concerto era organizzato dal parroco per beneficienza ( lavori per
il campanile parrocchiale).

Ecco una foto scattata durante quell'evento:

rete2
postato da: SONO.IO alle ore 20:42 | link | commenti
categorie: retegno baglioni campanile
sabato, 10 marzo 2007

Fondazione o' scia'

Recentemente e' stato creata la "fondazione o' scia'",
ecco l'articolo da www.patapan.it  :

O'Scià: dal mare nostrum,
al mare di tutti noi.
 

Il progetto O'Scia' (Odori, Suoni, Colori d’Incontri d’Arte) nasce nell'estate 2003 da un'idea di Claudio Baglioni: una serata di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia a Lampedusa per sensibilizzare Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica sul delicato tema dell'emergenza immigrazione e solidarizzare con gli abitanti delle isole Pelagie, così interessati dalle drammatiche cronache degli sbarchi dei clandestini.


Grazie al sorprendente successo di pubblico, alla massiccia attenzione dei media, al riconoscimento delle più importanti Istituzioni nazionali (Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Patrocinio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee, Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa, Regione Siciliana) ed europee (Patrocinio del Vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini), al saluto e alla Benedizione di Sua Santità Papa Benedetto XVI e al sostegno ideale di prestigiose organizzazioni internazionali quali l'UNCHR (l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e Amnesty International, O'Scia' è diventata la più importante rassegna artistico-musicale a sfondo sociale del nostro paese e, in prospettiva, in ambito europeo.


E proprio su invito della Commissione Europea, il 13 settembre 2006, Baglioni ha illustrato temi e finalità del progetto O’Scià, in uno straordinario concerto nell'Aula Plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles. Un concerto preceduto da una conferenza stampa e da un dibattito con i rappresentanti dei paesi europei, per sottolineare il ruolo centrale dell'Europa nel dar vita a politiche in grado di garantire un assetto di stabilità, sicurezza, pace e sviluppo, tanto per il bacino del Mediterraneo, quanto per popoli e paesi dell'Unione.


In soli 3 anni oltre un centinaio tra i più importanti nomi della scena musicale e artistica italiana e internazionale, hanno offerto a "O'Scià" il contributo delle loro idee e il valore della loro capacità di regalare emozioni, appassionare, e, soprattutto, far riflettere. Tra gli altri: Amadeus, Biagio Antonacci, Francesco Baccini, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa, Baraonna, Beati Paoli, Simona Bencini, Edoardo Bennato, Loredana Bertè, Enrico Brignano, Massimo Bubola, Luca Carboni, Orchestra Casadei, Antonio Casanova, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Gigi D'Alessio, Ilaria D'Amico, Dennis, Grazia Di Michele, Dolcenera, Niccolò Fabi, Fichi D'India, Eugenio Finardi, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Alberto Fortis, Francesco, Fabrizio Frizzi, Bob Geldof, Claudia Gerini, Irene Grandi, Gianluca Grignani, Heres, Enzo Iacchetti, Pino Insegno, Khaled, Roberta Lanfranchi, L'Aura, Luca Madonia, Mango, Rosa Martirano, Marco Masini, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Andrea Mirò, Gianni Morandi, Morgan, Nair, Nada, Neffa, Nek, Neri per Caso, Neri Marcorè, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Paola e Chiara, Max Pezzali, Stefano Picchi, Povia, Raf, Massimo Ranieri, Marina Rei, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Aida Satta Flores, Selim T., Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Tiromancino, Gianni Togni, Paola Turci, Paolo Vallesi, Antonello Venditti, Mario Venuti, Michele Zarrillo.


Nel dicembre 2006, per promuovere il dialogo interculturale e fare dell'Europa la terra dell'incontro tra le grandi civiltà, le culture e le diverse fedi, è nata la Fondazione O'Scia'. Due gli obiettivi fondamentali: superare paure e diffidenze e favorire - attraverso il linguaggio universale e unificante della musica e dell'arte - l'incontro e l'integrazione tra i popoli e le etnie; concorrere a costruire - grazie al riconoscimento e alla promozione dei valori di cui ogni cultura è portatrice - un nuovo modello di convivenza: civile, pacifica e solidale.

postato da: SONO.IO alle ore 12:49 | link | commenti
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giovedì, 08 marzo 2007

Richard Stallman

Vorrei segnalarvi, a questo link, una
bellissima biografia di Richard Stallman (il celebre fondatore, nel 1983, del progetto GNU
e massimo esponente della filosofia sul "codice libero" ).

Il libro e' online .

Ecco il link:

www.letturelibere.net/download.php
postato da: SONO.IO alle ore 09:51 | link | commenti
categorie: richard stallman codice libero
domenica, 04 marzo 2007

Musicultura e Cla'

Anche la manifestazione musicultura, sul suo sito, ha dedicato una bella sezione a Claudio Baglioni,
ecco il link:

http://www.musicultura.it/archivio/archivio/persone/baglioni/

non vediamo l'ora di assistere alla prossima edizione di musicultura, e chissa' se anche questa volta
il nostro Cla' sara' presente...
postato da: SONO.IO alle ore 18:38 | link | commenti
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sabato, 03 marzo 2007

Giovani e lavoro

Se a sempre piu' giovani preparati gli si viene impedita di impostare una propria vita autonoma,
che futuro ci potra' essere in Italia?

Ecco un articolo da www.repubblica.it  :


Solo la metà trova impiego a un anno dalla laurea. E' il peggior risultato dal 1999 a oggi
Nel 2006 hanno guadagnato, in termini reali, meno di 5 anni fa. L'indagine di AlmaLaurea

Laureati, colti e disperati
è l'esercito dei senza lavoro


di FEDERICO PACE
Iperqualificati, con qualche sogno in testa e sempre meno pagati. Destinati a emigrare, pur di evitare la disfatta. I laureati mostrano sul loro volto i segni delle sempre più acute contraddizioni di un intero paese dove il merito e le qualifiche non vanno quasi mai di pari passo con le opportunità e i compensi. Sul loro volto sono sempre più evidenti i segni del disagio provato di fronte a quella porta, quasi sempre socchiusa, che dovrebbe portarli al lavoro e alla maturità.

Quando una ragazza o un ragazzo con in tasca la laurea cerca un posto, pare di vedere un gigante che prova ad entrare attraverso la piccola porticina di una minuscola casa di lillipuziani. Loro sono tanti mentre sembrano sempre più inadeguati i posti di lavoro che il sistema economico e il mondo delle aziende italiane mette a disposizione. Addetti per i call center o cassieri di negozio che siano. Con il paradosso, che a questo punto pare quasi logico, che sono proprio i più preparati, quelli che prendono i voti più alti di tutti a ritrovarsi con il più basso tasso di occupazione. Tanto che a un anno dalla laurea, trovano lavoro solo quattro su dieci di quelli che hanno preso 110 e lode. Con la triste constatazione che nel 2006 un laureato guadagna al mese, in termini reali, meno di quanto percepiva cinque anni fa il fratello maggiore.

Fenomeni conosciuti si dirà, ma il fatto è che quest'anno le cose sono andate ancora peggio. Tanto che per trovare un impiego non è neppure sufficiente aspettare un anno. I dati del triste record dicono che dopo la fatidica laurea, a un anno dal giorno della discussione della tesi, dai festeggiamenti e dai sorrisi e dalle congratulazioni, trova lavoro solo il 45 per cento dei laureati "triennali" (erano il 52 per cento l'anno scorso) e il 52,4 per cento dei laureati pre-riforma, ovvero il dato più basso dal 1999 (vedi tabella). I dati sono quelli della nona indagine sulla "Condizione Occupazionale dei laureati italiani" presentata (vedi la diretta) a Bologna da AlmaLaurea, il consorzio interuniversitario a cui aderiscono 49 università italiane. Ed è forse utile sapere che il convegno prevede per la mattina di sabato (3 marzo) anche una tavola rotonda (la presentazione e la tavola rotonda possono essere seguite in diretta sul sito di Almalaurea) che dibatterà su questi temi e a cui parteciperanno anche Fabio Mussi, il ministro dell'Università, e Cesare Damiano, il ministro del Lavoro, insieme ad Andrea Cammelli, il direttore di Almalaurea, e il presidente Crui Guido Trombetti.

Secondo l'indagine, l'instabilità che caratterizzava già molti degli impieghi degli anni scorsi si è fatta ancora più acuta. Sia per i laureati "triennali" che per quegli ultimi che stanno uscendo dal percorso previsto dal vecchio ordinamento. Solo un giovane su tre che ha conseguito una laurea breve - e ha trovato un impiego - è riuscito a siglare un contratto a tempo indeterminato. L'anno scorso l'impresa era riuscita al 40 per cento di loro. Stessa storia per i giovani che hanno ultimato il percorso di laurea del "vecchio ordinamento", la quota di chi è riuscito ad avere un contratto stabile è scesa al 38,4 per cento. Il lavoro atipico dal 2001 a oggi è cresciuto di ben dieci punti percentuali.

C'è poi lo stipendio. Quel sostegno che dovrebbe permettere alle nuove generazioni di prendere iniziative e decisioni, di mettere su famiglia, di provare a superare la sindrome di Peter Pan. Quel sostegno, è sempre più esile. I giovani laureati del post-riforma si ritrovano in tasca a fine mese solo 969 euro. Meno di quanto non fosse l'anno scorso (vedi tabella). Prendono qualcosa in più i laureati pre-riforma che a fine mese arrivano fino a 1.042 euro. Poco più dell'anno scorso ma, al netto del costo della vita, ancora meno di quanto un neolaureato guadagnava cinque anni fa.

Senza dire che l'Italia vanta il minor numero di laureati che lavora a cinque anni dalla laurea (l'86,4 per cento contro una media europea pari all'89 per cento). Scorrendo i dati dell'indagine di AlmaLaurea si ricava la triste conferma che nel cuore delle nuove generazioni, anche lì dove è opportuno che l'Italia sia più moderna e vicina all'Europa, covano e crescono le stesse antiche contraddizioni e disparità che gravano da tempo infinito sul corpo del malato Italia.

Le donne sono meno favorite rispetto agli uomini, hanno un tasso di occupazione più basso, sono più precarie e guadagnano meno dei loro colleghi uomini (vedi tabella). A un anno dalla laurea lavora il 49,2 per cento delle laureate pre-riforma contro il 57,1 per cento degli uomini. E il gap salariale nel tempo non fa che crescere, tanto che a cinque anni dalla laurea le donne guadagnano un terzo meno di quanto non prendono gli uomini. Quanto alla precarietà a un anno dalla laurea il 52 per cento delle donne ha un contratto atipico contro il 41,5 per cento degli uomini. E la disparità è ancora più acuta per le laureate "triennali", visto che solo il 34 per cento delle donne ha un impiego stabile contro il 48 per cento dei loro colleghi uomini.

Stesso discorso per le disparità territoriali. Nel 2006 sei laureati del Nord su dieci trova lavoro dopo un anno mentre per le regioni del Sud le cifre si fermano al 40 per cento. Ovvero le stesse quote nel lontano 1999. Senza dire che a cinque anni dalla laurea, i giovani del Mezzogiorno prendono 1.167 euro al mese mentre i ragazzi del Nord arrivano a 1.355 euro al mese.

Non c'è da stupirsi se allora molti di loro non si sentono valorizzati per quello che valgono e, seppure a malincuore, decidono di muoversi oltre confine per trovare migliori occasioni. All'estero, lì dove sembrano trovare rifugio e compenso. I laureati italiani che lavorano fuori dai confini nazionali, a cinque anni dalla laurea, arrivano a guadagnare quasi 2 mila euro, ovvero il 50 per cento in più di quanto non accada alla media complessiva dei laureati. Se non si mette mano a questo problema, se non si trova un articolato piano per valorizzare i talenti che escono dalle nostre facoltà, poco si potrà fare per dare slancio al nostro paese.

(2 marzo 2007)
postato da: SONO.IO alle ore 10:52 | link | commenti
categorie: giovani laurea lavoro italia