Ieri sera abbiano assistito al concerto di Cla' al Palalottomatica di Roma .
Le impressioni che abbiamo ricevuto da questo nuovo tour sono senza dubbio positive:
- molte novita' tra cui : arrangiamenti nuovi (spesso riportati alla tradizione antica),
mezzi multimediali tra cui: televisioni con immagini relative ai temi delle canzoni,
stacchi di musica elettronica molto bella , tra una canzone e l'altra, che ricordavano
i migliori pezzi di Jean Michel Jarre.
Le luci sono state senza dubbio all'altezza della situazione e molto ben sincronizzate
con effetti sonori suggestivi quali, ad esempio, l'arrivo di un treno.
Altra novita' e' stato l'uso intelligente di trombe e tromboni: strumenti a fiato che raramente
si vedevano nei concerti di Cla' .
Inoltre sono state eliminate molte "code" eccessive che, spesso, nei precedenti tour
appesantivano a dismisura le canzoni (come per esempio la chiusura del "di te di me" in mille giorni...).
Insomma, molte le novita' inserite in un impianto gia' collaudato con i soliti musicisti tra cui:
Paolo Gianolio, Giblin, Pio Spiriti...
Qualche piccolissima nota negativa e' stata, forse, la quasi assenza di un racconto narrativo.
Comunque chi si aspetta un Cla' in forma, con tocchi innovativi, non restera' deluso
da questo tour.
L'informatico in Italia incredibilmente, in questi ultimi anni, e' diventato
un mestiere un po' atipico.
Fino a 15 - 20 anni fa l'informatico era guardato con timore e rispetto:
all'epoca erano pochi quelli che si cimentavano nell'arte informatica:
si poteva essere un po' bravi come analisti-programmatori o sistemisti
e subito c'erano mille porte aperte e salari (fissi) non altissimi
ma sicuramente da non disprezzare.
In questi ultimi anni l'informatico sta sempre piu' assumendo, invece,
la figura di "operaio informatico precario":
gente giovane e preparatissima (con tanto anche di lauree)
trova molta difficolta' ad avere un salario fisso:
contratti a termine di 3 o 6 mesi, cococo, a progetto (e situazioni che perdurano cosi' per anni...).
Inoltre, spesso gli informatici sono mandati nei posti piu' assurdi: uffici (od "open spaces") senza telefono o internet ubicati nei posti piu' assurdi (sottoscala, sottoterra,
laboratori grandissimi con rumore al di sopra del consentito...).
La cosa triste e' che, invece di ridare dignita' al lavoro dell'informatico,
sembra che non ci sia una forma di solidarieta' comune, ed avanza sempre
di piu' l'individualismo (che poi alla fine danneggia tutti gli informatici.).
Nella canzone "Naso di Falco", del 1990, Cla' denunciava alcune cose brutte
(per esempio Ustica, la repressione in Romania, ecc....) .
Lo slancio verso il sociale pero' non si e' mai attenuato nell'opera di Cla':
vedi, ad esempio, la canzone "al di la' del ponte" del 2003 o i recenti appuntamenti
di o' scia' a Lampedusa.
Noto, pero', a differenza degli anni '60 e '70 che i cantautori (in generale)
hanno sempre meno voglia di denunciare lo sfruttamento dell'uomo
nelle proprie canzoni.
Cosa ne pensate a proposito?
Ancora sull'argomento degli inceneritori:
dal sito http://italy.peacelink.org/ :
Alex Zanotelli
13 novembre 2006
Ho paura, ho una grande paura, ho sempre più paura che il problema dei rifiuti in Campania continui ad essere affrontato sull'onda emotiva dell'emergenza, la cui risoluzione, o presunta tale, risulta sempre più influenzata da aspetti di natura economico-finanziaria.
Risolvere l'emergenza sì, ma senza pregiudicare il nostro futuro e il diritto delle generazioni future, senza far credere che gli inceneritori possano rappresentare la panacea di tutti i mali.
Apriamo dunque, ma subito, con le istituzioni un grande dibattito, non si tollerino più scelte che possano pregiudicare definitivamente il territorio campano, costituendo, dal punto di vista sanitario-ambientale, un punto di non ritorno.
Voglio essere più esplicito e provo a spiegarmi meglio. Se si ritiene che il problema della spazzatura in strada e delle balle disseminate sul territorio campano possa risolversi con la realizzazione degli inceneritori, magari mutuando il modello emiliano o quello di Brescia, aree che registrano il più alto tasso di malati di cancro in Europa, a pari merito soltanto con la Ruhr, allora bisogna reagire, mobilitarsi, così come fu fatto due anni fa per fronteggiare le speculazioni sull'acqua. Ma proprio memore di questa esperienza, vorrei provare ad interloquire con chi in questo momento è titolare del potere di decidere. Bisogna dire, e ad alta voce, quello che stanno dicendo da mesi in convegni, seminari, congressi in tutta Europa i più famosi chimici e medici di provata autonomia ed indipendenza dal potere politico ed economico. Evitiamo un'altra catastrofe ambientale e sanitaria come quella dell'amianto, quando già dagli anni sessanta si sapeva che conteneva sostanze cancerogene. Diciamo chiaramente che l'unica possibilità per risolvere il problema rifiuti in Campania è la differenziata, ma una vera differenziata, associata a processi biologici "a freddo" di smaltimento quali la biossidazione; una raccolta differenziata, intesa quale fonte di risparmio energetico, va anche intesa quale risorsa per l'occupazione giovanile.
Bisogna che tutta la cittadinanza sappia, ed è un suo sacrosanto diritto, che tutti gli impianti di smaltimento a caldo quali gli inceneritori e i gassificatori sono estremamente dannosi per l'ambiente e per la salute delle popolazioni esposte direttamente ma anche indirettamente tramite la catena alimentare. Da almeno un decennio, infatti, è noto che nei territori in cui sono presenti gli inceneritori il tasso di diossine e metalli pesanti nei latticini e nei grassi animali ed in molti tessuti umani, con particolare riferimento a neonati e feti, è molto più alto che in popolazioni non esposte. Ma ancora più grave è quanto la letteratura scientifica più recente ha dimostrato, ovvero che gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, sostanza che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa rapidamente nel sangue, penetra all'interno delle cellule e del nucleo, danneggiando il cervello e lo stesso DNA.
Dobbiamo dunque evitare una vera catastrofe ambientale ed è per questo che io imploro le istituzioni responsabili ad organizzare un incontro aperto, durante il quale tutta la cittadinanza sia messa in condizione di sapere quali sono le conseguenze dello smaltimento dei rifiuti attraverso gli inceneritori. Possiamo ancora evitare una possibile imminente catastrofe sanitaria ed ambientale, ma il tempo è ormai agli sgoccioli, credo in uno scatto di orgoglio e di responsabilità da parte del nostro Governatore.
Passeggiando per le vie del quartiere Centocelle, a Roma,
si possono rivivere molte della atmosfere originali che
probabilmente ispirarono Cla' nella realizzazione delle
sue splendide opere.
A molti, vedendo continuamente circolare i tram, verrano in
mente alcune parole di "Strada facendo";
oppure, altri, percorrendo la via attraversata dal trenino, sulla casilina,
potranno ricordare molti versi di "Un treno per dove" .
Se si pensa che all'epoca il quartiere era considerato estrema
periferia, oggi (con lo sviluppo enorme della citta')
e' considerato tra periferia e centro.
In ogni caso non credo che Cla' abbia mai dimenticato queste atmosfere
unite a quelle del viaggio per raggiungere l'agognato mare.
Il viaggio ci porta a conoscere nuove culture, nuovi modi di fare, nuove prospettive...
Per un vero artista il viaggio non finisce mai, e' sempre alla scoperta di cose nuove...
Il viaggiatore, per cui, raramente puo' essere chiuso nelle proprie paure:
nell'incontro con gli altri vede una possibilita' di arricchimento interiore.
Ecco una foto scattata a Lampedusa a settembre:
Notizia da http://it.news.yahoo.com/ :
MILANO (Reuters) - Diciassette artisti italiani insieme per raccogliere fondi per la ricerca medica, con una nuova raccolta dal titolo "Note per la ricerca per Telethon 2006", che aiuterà a finanziare la ricerca scientifica sulle distrofia muscolare e le altre malattie genetiche.
I cantanti hanno ceduto a titolo gratuito una dello loro canzoni più rappresentative, andate così a formare il cd, e per ogni disco venduto saranno devoluti 2 euro al Comitato Telethon Fondazione Onlus.
Nel disco ci sono le canzoni di Claudio Baglioni, Franco Battiato, Samuele Bersani, Luca Carboni, Gigi D'Alessio, Lucio Dalla, Fabrizio de Andrè, Fiorello, Rino Gaetano, Giorgia, Daniele Groff, Neffa, Nicky Nicolai, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Antonello Venditti e Renato Zero.
Il disco, già in vendita nei negozi su distribuzione Sony Bmg Music Entertainment, uscirà in edicola con Tv Sorrisi e Canzoni dal prossimo 11 dicembre.
Sarà possibile acquistare il cd anche sul Web al sito www.noteperlaricerca.it.
Tante volte mi e' venuto da pensare:
ma non e' che la crisi dell'economia Italiana, di questi ultimi anni,
non derivi (al di la della politica) anche da una questione culturale:
nel senso, non e' che forse sta venendo sempre piu' a mancare lo spirito
di solidarieta', e questo poi alla fine ci danneggia tutti?
Be, quest'articolo che vedete di seguito, (da miojob.repubblica.it )
sembra proprio dare una conferma a quello che pensavo :
5 dicembre 2006 Italiani in ufficio, poco aiuto da capi e colleghi
Indagine Eurofound: Italia agli ultimi posti per cooperazione negli uffici. Solo un lavoratore su due può chiedere aiuto ai colleghi. Ancor meno sono quelli che si possono rivolgere diretto responsabile. Molto più cooperativi gli uffici in Danimarca, Olanda, Svezia e Finlandia. E pochi sono quelli che lavorano in gruppo.
di FEDERICO PACE
Peggiorano le condizioni di lavoro negli uffici italiani. E il lavoro diventa sempre di più una cosa che ci si deve sbrigare da soli. Senza potersi aspettare troppo sostegno dagli altri. Tanto che sono sempre meno i lavoratori che possono chiedere aiuto ai colleghi e sempre più raramente qualcuno di loro arriva a rivolgersi, in caso di bisogno, al diretto responsabile.
Da noi solo il 50,7% dei lavoratori può chiedere aiuto ai colleghi mentre un ancor più misero 33,6% può fare lo stesso con il suo capo diretto. Sono questi alcuni dei dati che verranno presentati oggi a Roma da Eurofound, la Fondazione per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dell’Unione europea, presso la sede centrale della Cgil a Roma.
Così, gli open space, le dichiarazioni di intenti di manager e coordinatori tutte tese alla cooperazione, all'organizzazione orizzontale, si scontrano con la realtà che da noi pare essere caratterizzata da individualismo e sfiducia.
In Europa, a vedere i dati della quarta indagine europea sulle condizioni di lavoro, la cooperazione è molto più elevata. Nel Vecchio Continente ricorre all’aiuto dei colleghi il 67,1 per cento dei lavoratori, mentre possono interpellare il capo il 56,1% dei dipendenti. Per questo non desta sorpresa quanto da noi sia poco diffuso il lavoro di gruppo: in Italia solo il 39 per cento dei dipendenti lavora costantemente in team, mentre, nei rimanenti paesi dell'Unione europea a 25, succede lo stesso ad una media di oltre cinque lavoratori su dieci (55%).
"Questi primi risultati – ha dichiarato Jorma Karppinen, direttore della Fondazione europea - rivelano che in Italia negli ultimi cinque anni vi è stato un deterioramento delle condizioni di lavoro, almeno rispetto al resto dell'Europa.” I paesi in cui la cooperazione tra colleghi è più spiccata sono Svezia, Danimarca, Lettonia, Olanda e Irlanda (vedi tabella) dove le percentuali superano di gran lunga l’80 per cento. Stretto il legame anche il responsabile diretto in Lettonia, Danimarca, Irlanda e Finlandia (vedi tabella).
Quanto ai sintomi sanitari, è lo stress quello che gli italiani più comumente associano al lavoro. Lo menziona infatti il 27 per cento dei lavoratori italiani contro il 22% della media europea. Tra gli altri problemi citati, mal di schiena, mal di testa e affaticamento generale.
UFFICI D’EUROPA: I COLLEGHI ITALIANI NON SI AIUTANO
Percentuale di coloro che hanno risposto affermativamente alla domanda "Se lo chiedi, puoi avere aiuto dai tuoi colleghi?"
Nazione %
Svezia 87,7%
Danimarca 87,4%
Lettonia 85,7%
Olanda 84,7%
Finlandia 84,3%
Malta 84,0%
Estonia 83,9%
Irlanda 82,8%
Slovacchia 81,6%
Ungheria 79,9%
Slovenia 78,0%
Repubblica Ceca 77,1%
Regno Unito 76,1%
Polonia 74,5%
Austria 72,8%
Cipro 71,8%
Lussemburgo 71,6%
Spagna 70,1%
Lituania 68,4%
Belgio 67,2%
Germania 64,9%
Grecia 61,0%
Francia 50,8%
Italia 50,7%
Portogallo 49,2%
MEDIA UE 25 67,1%
Fonte: Eurofound, Quarta indagine europea sulle condizioni di lavoro, novembre 2006