Sempre di piu', in Italia, sembra esserci una spaventosa diminuizione dell'etica e dell'onesta', sopratutto
nelle amministrazioni della cosa pubblica.
E' pur vero che c'e' in giro moltissima gente onesta, ma la diminuizione di etica nello Stato si riflette
poi sull'arretratezza dell'infrastrutture e, in generale, sul progresso del Paese .
Come si sia giunti ad una simile situazione e' difficile da capire, ma si possono fare alcune riflessioni sul passato.
Negli anni '50, e in parte nei '60, l'Italia fece dei progressi enormi : molte aziende, dello Stato, erano all'avanguardia nel mondo.
All'epoca c'erano dei valori probabilmente piu' forti di adesso: l'Italia usciva da poco da una spaventosa guerra e in quasi tutta la gente c'era la consapevolezza che bisognava tutti rimboccarsi le maniche, altrimenti non sarebbe stato possibile uscire dalla poverta'.
Ora che, sicuramente, in generale l'Italia non e' piu' povera, rischia , pero', di impoverirsi
(credo che il declino sia gia' iniziato) proprio perche' si e' avuta l'illusione che i vari problemi (i conti in rosso, le magagne infrastrutturali , ecc...) prima o dopo sarebbero stati risolti (e cosi' non e' stato), e, inoltre,
di pari passo c'e' stato un progressivo accantonamento dei valori di solidarieta' ed onesta'.
Ora, o nella maggior parte delle persone si fa strada l'idea che bisogna rimboccarsi le maniche di nuovo
(quasi come nel dopoguerra) o difficilmente si uscira' fuori da questa crisi .